PARTE SECONDA
COMPRENSIONE DEL SANTO NELLA SACRA SCRITTURA
E POTENZA DELLE SUE PAROLE
CAPITOLO LXXII
FRATE PACIFICO VEDE ALCUNE SPADE SPLENDENTI
SULLA PERSONA DEL SANTO
693 106. Vi era nella Marca d'Ancona un secolare,
che dimentico di sé e del tutto all'oscuro di Dio,
si era completamente prostituito alla vanità. Era chiamato
«il Re dei versi», perché era il più
rinomato dei cantori frivoli ed egli stesso autore di canzoni
mondane. In breve, la gloria del mondo lo aveva talmente reso
famoso, che era stato incoronato dall'Imperatore nel modo
più sfarzoso.
Mentre camminava così avvolto nelle tenebre e si tirava
addosso il castigo avvinto nei lacci della vanità,
la pietà divina, mossa a compassione, pensò
di richiamare ii misero, perché non perisse, lui che
giaceva prostrato a terra. Per disposizione della Provvidenza
divina, si incontrarono, lui e Francesco, presso un certo
monastero di povere recluse.
Il Padre vi si era recato per far visita alle figlie con i
suoi compagni, mentre l'altro era venuto a casa di una sua
parente con molti amici.
La mano di Dio si posò su di lui, e vide proprio con
i suoi occhi corporei Francesco segnato in forma di croce
da due spade, messe a traverso, molto splendenti: l'una si
stendeva dalla testa ai piedi, l'altra, trasversale, da una
mano all'altra, all'altezza del petto. Personalmente non conosceva
il beato Francesco; ma dopo un così notevole prodigio,
subito lo riconobbe. Pieno di stupore, all'istante cominciò
a proporsi una vita migliore, pur rinviandone l'adempimento
al futuro. Ma il Padre, quando iniziò a predicare davanti
a tutti, rivolse contro di lui la spada della parola di Dio.
Poi, in disparte, lo ammonì con dolcezza intorno alla
vanità e al disprezzo del mondo, e infine lo colpì
al cuore minacciandogli il giudizio divino.
L'altro, senza frapporre indugi, rispose: «Che bisogno
c'è di aggiungere altro? Veniamo ai fatti. Toglimi
dagli uomini, e rendimi al grande Imperatore!».
Il giorno seguente, il Santo lo vestì dell'abito e
lo chiamò frate Pacifico, per averlo ricondotto alla
pace del Signore. E tanto più numerosi furono quelli
che rimasero edificati dalla sua conversione, quanto maggiore
era stata la turba dei compagni di vanità.
Godendo della compagnia del Padre, frate Pacifico cominciò
ad esperimentare dolcezze, che non aveva ancora provate. Infatti
poté un'altra volta vedere ciò che rimaneva
nascosto agli altri: poco dopo, scorse sulla fronte di Francesco
un grande segno di Thau, che ornato di cerchietti multicolori,
presentava la bellezza del pavone.